venerdì 22 aprile 2016

Chi fermerà la musica?

Filadelfia, Calabria, Italia, Europa, emisfero boreale.
Potrei essere più preciso, inserendo le coordinate georeferenziali, ma credo sia sufficiente dire che si trova in Calabria.
Parliamo di una cittadina di poco più di cinquemila anime, che ha conosciuto in passato momenti quasi gloriosi, in termini di storia, popolazione, economia, vitalità culturale, sociale... Oggi vive, suo malgrado, quella che potremmo definire una parabola discendente. 

Popolazione in calo, - 30% registrato negli ultimi vent'anni (dati ISTAT, fonte www.tuttitalia.it), oltre 2.500 persone che hanno lasciato il paese di origine. Emigrazione giovanile in costante aumento, con conseguente impoverimento delle risorse umane. Contesto produttivo (artigianale in primo luogo), ridimensionato rispetto al passato; attività economiche limitate; risorse economiche limitate...

Quella descritta è senza dubbio una realtà condivisa e vissuta da molti contesti locali, soprattutto al Sud, soprattutto in Calabria. Tuttavia il perdurante stato di negatività e rassegnazione che alimenta la quotidianità di tante realtà locali, si annida nella testardaggine e, se vogliamo, nella limitata prospettiva degli attori che alimentano la vita socio-culturale delle comunità, in primis istituzioni ed associazioni varie.

Non potrebbe avere altra spiegazione la situazione paradossale creatasi a Filadelfia, degna di un episodio del Don Camillo di guareschiana memoria!

Accade infatti che nel torpore della cittadina, nel lontano 2009 l'Associazione Musicale Melody, si inventa il Concorso Musicale Europeo Città di Filadelfia Premio Speciale "Paolo Serrao", un concorso internazionale che richiama a Filadelfia concorrenti da tutto il mondo. La competizione cresce, edizione dopo edizione, nel corso degli anni aumenta il numero dei paesi partecipanti e la fama  del Concorso prende vigore, tanto da ricevere, nel 2014, l'adesione del Presidente della Repubblica e la sua Medaglia di Rappresentanza!

Un trionfo penserete voi! La svolta per il destino di una comunità! Invece... Invece no!

L'evento internazionale, se avesse avuto maggior fortuna, concretizzandosi in altre realtà territoriali, avrebbe conosciuto la gloria del successo, con la società civile e le istituzioni che se lo sarebbero tenuto stretto, lavorando per prepararlo nel migliore dei modi, ben consci delle opportunità economiche e di crescita socio-culturale ad esso correlate.

A Filadelfia, nonostante i benefici economici sulle strutture ricettive, per i ristoranti, i bar  e gli esercenti in generale, nonostante le ricadute positive sul territorio e la sua reputazione nel mondo, nonostante la ventata di  internazionalità che ogni anno si respira nel mese di maggio, il Concorso Musicale è vittima della carta bollata e della miopia culturale delle Istituzioni in primo luogo, ma anche del contesto socio-culturale cittadino, che non ha risposto in questi anni, con la decisione e la condivisione necessari per un evento di tale portata.

L'edizione 2016 del concorso musicale (l'ottava), non si svolgerà infatti nei locali dell'Auditorium Comunale, come di consueto, ma molto  presumibilmente sarà ospitato nella sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, altrettanto prestigiosa, ma con spazi ridotti e conseguenti disagi per l'organizzazione della logistica dell'evento, tanto da far temere un drastico ridimensionamento delle iscrizioni da parte degli organizzatori.

Il cambio della location è dovuto (pare) alla mancata concessione della formale autorizzazione all'uso dell'Auditorium da parte del Comune, a fronte della richiesta presentata dall'Associazione Melody a settembre 2015.

E' facilmente intuibile come questa banale lotta a suon di carta bollata e protocolli, metta in pericolo l'evento internazionale, suscitando le preoccupazioni degli organizzatori e non solo.

La situazione creatasi ha del surreale. Come è possibile che in un paese quasi in agonia socio-culturale ed economica, un evento del genere, per il quale altri pagherebbero moneta sonante, venga bistrattato in questo modo? Come può un amministratore del territorio, di qualunque colore esso sia, permettere una così grave caduta di stile? Come può un intero comprensorio, le innumerevoli associazioni culturali operanti sul territorio, recitare un ruolo passivo in questa disputa? Come può un cittadino comune non indignarsi?

Badate bene! Qui non è questione di simpatia politica! Qui il problema è la mancanza di percorsi razionali e produttivi nei confronti della collettività! I personalismi, le piccole scaramucce personali vanno lasciate da parte. Le antipatie reciproche tra i diversi attori, non possono precludere l'interesse della collettività.

Il Concorso Musicale appartiene alla collettività che deve custodirlo e proteggerlo per la sua stessa sopravvivenza. Filadelfia ci sopravviverà, il mondo ci sopravviverà! Non rassegnamoci sin d'ora alla morte prematura della nostra cittadina. Chi è dietro di noi non lo merita. Il nostro futuro non lo merita! Per dirla  con parole già ascoltate, Non abbandoniamo il futuro!

Il nostro auspicio è che le parti, Ente Comunale in primis, rivedano le proprie posizioni e con umiltà e lungimiranza continuino a credere e a sostenere il Concorso Musicale. D'altronde anche Peppone e Don Camillo,  i due "nemici politici", hanno reciproca stima e lottano fianco a fianco per gli stessi ideali (seppur condizionati dal ruolo pubblico che rivestono).

Grazie per il vostro tempo. A presto.